Pierpaolo Lista | Gino Sabatini Odoardi | Adrian Tranquilli a cura di Antonello Tolve
opening | sabato 28 marzo, ore 18.00 – periodo | 28 marzo – 28 aprile 2026
La Kyro Art Gallery di Pietrasanta è lieta di annunciare Imagina, una collettiva che sarà inaugurata il 28 marzo alle ore 18:00 con opere di Pierpaolo Lista, Gino Sabatini Odoardi e Adrian Tranquilli in cui la figurazione è spinta oltre i propri limiti per trasformarsi in accenno e accento, in spazio libero dove il gesto, il segno, la forma o l’oggetto diventano materia prima del pensiero.
Partendo dall’esistenza che per Heidegger si inquadra nel modo di essere di quell’ente finito che è l’uomo, Imagina si presenta come una riflessione sull’essenza delle cose, su conformazioni iconiche il cui alto potenziale comunicativo concentra in sé un’aderenza emotiva, una compartecipazione visiva e una forte comprensione del co-esistere. Immediatamente riconoscibili per la loro chiara contiguità con cose e situazioni del vissuto quotidiano, le opere di Pierpaolo Lista, Gino Sabatini Odoardi e Adrian Tranquilli disegnano infatti un itinerario il cui magnetismo sposta costantemente l’asse dal dato consueto a uno di ordine extra-abitudinario, da intendersi quale orizzonte aperto d’un’esperienza possibile dove il reale è pretesto per nuove avventure visive.
Nel riprendere e ricaricare la radice etimologica di “imaginari” (ovvero del raffigurare) che deriva da “imago-imagĭnis” e che è fortemente interconnessa a quella di “imitari” (imitare), l’esposizione ruota intorno all’atto di creare una figura mentale in quanto dimensione archetipica dell’immagine, intesa non solo come rappresentazione, ma anche come presenza, apparizione, traccia, rivelazione di un visibile caricato di ulteriore visibilità.
Con Imagina le poetiche dei tre artisti dialogano tra loro in un percorso espositivo che alterna solidità e rarefazione, monumentalità e silenzio, corpo e assenza, per definire l’opera sotto il segno di una costante trasformazione e ridefinizione del reale. Se con Lista l’oggetto è lasciato nel mutismo dell’attesa per far presa sullo spettatore che è invitato ad attivarlo con il proprio sguardo o anche con il proprio corpo fino a trasformare l’opera in testimonianza d’una presa diretta del tempo, con Sabatini Odoardi l’intero territorio del quotidiano diventa specchio distorto di un reale volutamente sabotato, spinto lungo linee ironiche che investono il modello-mondo con strati riflessivi estranianti e con dinamiche oggettuali illuminate sordamente dall’interno. Da un versante che recupera la mimesis greca, Adrian Tranquilli dal canto suo indaga la fragilità dell’eroe contemporaneo e la crisi dei miti fondativi della cultura occidentale: sospese, maestose e allo stesso tempo vulnerabili, le sue figure evocano un immaginario collettivo che si incrina, fino a mettere in scena una lucida tensione tra caduta e possibilità di redenzione.
